COSÌ SALUTANO L'ESTATE UNA LETTERA D'AMORE ALLA NOSTRA BELLA ISOLA

Ogni volta che prendo la nave sento alla bocca dello stomaco riaprirsi qualcosa che per il resto dell’anno è rimasto chiuso, come se solo questo mare avesse le chiavi. L’isola è una donna è geologicamente femmina, sa essere dolce ed aspra, pensi di conoscerla e dopo ti sfugge, credi che sia tua e ti accorgi che è stata di altri e ti ferisce. È una lotta infantile che si erge con gli altri amanti, tutti a far sapere quanto la si conosce, quanto lei ti ha svelato di se’…. Conosco imprenditori e seri professionisti che cambierebbero le loro vite con quelle dei contadini della zona pur di sentire di appartenerle… è un continuo gioco a rincorrerla durante l’anno.

Sulla nave che mi riporta a terra dopo averla amata, noto il mare che si increspa, gli occhiali scuri della gente nascondono le rughe di malinconia che hanno sul viso al ritorno, i rumori adesso iniziano ad essere duri, riconoscibili: motori, ruote di valige sull’asfalto sembrano svegliarmi. Ormai ci sono però come abituato, so resistere all’aggressione, perché so che tornerò, che non è stato un caso amarla, che tenterò ancora presto di sedurla, perché lei vive dell’amore di tutti i suoi amanti, ed io resterò comunque geloso di lei….

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Graziano Petrucci

Graziano Petrucci

Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli è iscritto all’Ordine degli avvocati. Giornalista pubblicista, si è perfezionato con un master a La Sapienza in «Geopolitica e sicurezza globale» e ha frequentato il master in «Intelligence e Sicurezza» presso La Link Campus University di Roma. Cura la rubrica «Caffè Scorretto» per il quotidiano di Ischia e Procida Il Golfo. Componente dell’associazione «Studi Tradizionali e filosofici Raimondo Di Sangro» di Napoli che si dedica allo studio delle civiltà del passato per una migliore conoscenza del presente. Scrive brevi racconti per «La rivista intelligente.it». Si occupa di comunicazione.