Il Gallo ha cantato. Massimo Galli ammette il clamoroso disastro della medicina territoriale in Lombardia

Il Gallo ha cantato. Massimo Galli ammette il clamoroso disastro della medicina territoriale in Lombardia

Massimo Galli è ormai noto a tutti per i suoi numerosi interventi televisivi. È noto soprattutto ai Napoletani per l’acceso diverbio con il Prof. Ascierto. Ad Agorà, su Rai Tre, ha ammesso gli sbagli e il fallimento in Lombardia alla luce di ciò a cui abbiamo assistito ad oggi

È da quasi due mesi che Massimo Galli, direttore dell’istituto di Scienze Biomediche all’ospedale Sacco di Milano, è in tutte le televisioni e nei programmi di approfondimento relativi all’emergenza Covid-19 italiana. Non poche polemiche hanno subissato Galli per le primissime dichiarazioni in merito al virus, ma anche per le più recenti. Ricordiamo soprattutto il diverbio a Carta bianco, trasmissione condotta da Bianca Berlinguer, in cui il direttore Galli accendeva una polemica del tutto fuori luogo con Paolo Ascierto, l’oncologo napoletano a cui si deve, insieme alla sua equipe, la prima sperimentazione italiana del Tocilizumab. Ha sempre difeso la sua Lombardia Galli, dagli attacchi che ormai arrivavano in merito alla gestione dell’emergenza, eppure ad oggi qualcosa deve essere pure ammesso, se non si vuol risultare stucchevoli, ed infatti l’infettivologo, ospite di “Agorà”, su Rai Tre, invitato a discutere dell’emergenza in Lombardia, ha detto: “C’e’ stato un clamoroso fallimento, e di questo ne dovremo prendere atto per il futuro, della medicina territoriale, ammettiamolo e riconosciamo questo aspetto”.

“Perché non si sono fatti i tamponi?– aggiunge – perché non c’era il potenziale e non c’e’ nemmeno ora il potenziale per fare i tamponi. Ma diciamocelo chiaro una volta per tutte. Diciamo chiaramente che abbiamo moltiplicato fortemente ed in modo importante i letti di rianimazione, cosa sacrosanta, ma siamo stati incapaci, o qualcuno è stato incapace, di intervenire per moltiplicare le possibilità diagnostiche. Signori questo è il punto. Siamo verso la ripresa ma senza la moltiplicazione delle capacità diagnostiche anche la ripresa sarà estremamente difficile”.

Ma Galli ha anche parlato di alcune inchieste giornalistiche che hanno sollevato parecchie polemiche e perplessità circa la gestione in Lombardia: “Che i medici di Alzano o di Codogno finiscano per fare i capri espiatori di questa vicenda questo lo trovo veramente indegno e inaccettabile”, tuttavia aggiunge: “Il personale arrivando al lavoro, venendo dall’esterno, ha infettato i poveri vecchietti, è assolutamente questo che è successo”. “Quello che bisognava e bisogna avere il coraggio di fare – ha spiegato Galli – è di monitorare con estrema attenzione lo stato di salute del personale. La storia dice che il cavallo di Troia nei contesti chiusi è il personale che ha preso l’infezione, magari in maniera asintomatica, e la porta all’interno. Il punto – ha continuato Galli – è banalmente il controllo dello stato di salute del personale, che doveva essere fatto, ma non è stato fatto da nessuna parte, nemmeno negli ospedali. Questo va detto, non basta prendere la temperatura, sappiamo che la febbre può non esserci, bisogna avere un atteggiamento diverso. Sarebbe stato opportuno averlo per la rsa”.

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Ylenia Petrillo

Ylenia Petrillo

Laureata in lingue, insegno lingua inglese ai ragazzi di scuola elementare e media. Sono appassionata di storia locale, con particolare attenzione agli aspetti peculiari della terra in cui vivo, convinta del fatto che il rispetto per tutte le culture, passa sempre attraverso il rispetto e la conoscenza della propria.