Virus e bugie: a quando la verità?

Virus e bugie: a quando la verità?

La peggiore e la più pericolosa delle dittature di concezione moderna, è quella invisibile. Casualità o meno, questa emergenza ha permesso il definitivo giro di vite sui nostri già stravolti diritti civili. Per fortuna nostra non viviamo in Cina, ma in una bella società “democratica” in cui al di fuori della “verità” ufficiale non è tollerata nessuna opinione.

Nessun dubbio o tesi alternativa che possa contrapporsi alle tesi fornite dagli organi ufficiali, pena la censura, o peggio. Esemplare il caso del blog di Claudio Messora, Byoblu, reo di aver dato voce al professore Montanari, a sua volta colpevole di avere opinioni diverse sulla questione Coronavirus. Il già noto personaggio televisivo nonché scienziato Roberto Burioni a capo del Patto Traversale per la Scienza” ha prontamente querelato sia Montanari, che Messora per averlo ospitato.

È stato anche richiesto dai tolleranti scienziati del PTS, l’oscuramento del canale Byoblu, così, tanto per ricordarci uno dei valori fondanti della nostra civiltà: la libertà di espressione e di pensiero. L’OMS ha ribadito in più occasioni che l’emergenza per la covid-19 andrebbe ridimensionata, che ad andare in contro ad esiti nefasti non è che il 5% dei malati, o poco più.

È chiaro a tutti, non solo alla OMS, che il reale problema è dovuto alle condizioni disastrose della sanità pubblica in generale, più che alla malattia di per sé. Parliamo sempre di persone decedute, ed è giusto trattare l’argomento con delicatezza e rispetto. Ci sembra però fuori dal mondo “chiudere” un paese già economicamente precario, per mesi.

Scelte che stanno portando al collasso economico l’Italia, con conseguenze che saranno ben più gravi di qualsiasi epidemia. Decisioni, che a mio avviso, evidenziano un chiaro intento diabolico. Insomma il classico caso in cui la cura finisce per uccidere il paziente. Sul fronte della verità sull’origine di questa epidemia, ci sono nuove (e preoccupanti notizie). Nel marasma di bugie, false accuse, complotti stupidi o meno (situazione meravigliosamente comoda per impedire che la verità salti fuori), recentemente il governo degli U.S.A. ha lanciato una nuova accusa nei confronti di Pechino.

La CNN ha infatti riportato che la CIA ed altri organi di sicurezza nazionale statunitensi hanno aperto un nuovo fascicolo sulle origini e sulla diffusione della pandemia. Torna con maggior forza la tesi già espressa mesi fa, ovvero che il virus sia stato creato in laboratorio, e poi sfuggito in seguito ad un incidente. Anche la famosa Fox News ribadisce la medesima ipotesi, citando tra l’altro molte fonti attendibili.

Stando agli organi di stampa statunitensi il virus non sarebbe stato creato però come arma biologica. Questa emergenza insomma, sarebbe il frutto di una sorta di complesso di inferiorità della Cina nei confronti degli Stati Uniti. Sempre su Fox News leggiamo infatti di come il Gigante asiatico sia impegnato da anni nel campo della ricerca per dimostrare di avere lo stesso livello scientifico degli statunitensi. A rafforzare questa ormai nota tesi, ci ha pensato il Washington Post.

Il famoso quotidiano ha reso noto nella giornata di mercoledì, che già nel 2017 i diplomatici dell’ambasciata americana a Pechino, effettuarono diverse visite presso l’istituto di virologia di Wuhan. Preoccupati dalle precarie norme di sicurezza adottate nei laboratori dell’istituto, inviarono ai superiori due cable (documenti sensibili, ma non classificati) redarguendo gli organi di stato sulla pericolosità della situazione, dove venivano condotti rischiosi esperimenti proprio sui pipistrelli.

All’epoca l’appello dei diplomatici venne praticamente ignorato. Solo oggi, proprio perché utili a sostegno della tesi dell’errore cinese, vengono riportati nella loro interezza i famosi cable prodotti dai diplomatici ben due anni fa. Pechino nega con forza, smentendo le tesi statunitensi. Resta però molto debole l’ipotesi cinese del virus generato nel wet market di Wuhan. A giocare a sfavore di questa tesi ci sono diversi elementi, piuttosto validi.

I vertici del Partito Comunista erano infatti a conoscenza del virus dal 2 dicembre, ma l’allarme è stato lanciato solo il 20 di gennaio, in modo piuttosto lacunoso e superficiale, almeno nella fase iniziale. Ci sono poi degli interessanti dati di fatto oggettivi, che si evincono in alcune pubblicazioni cinesi su Lancet risalenti ai primi di febbraio. Nelle pubblicazioni fu resa nota l’identità del primo contagiato da covid-19.

Questi non aveva nessun legame con il famoso mercato, e neanche tutta la grande ondata iniziale di malati ne aveva. Inoltre, pare che esista la testimonianza del tecnico di laboratorio colpevole del presunto e fatale errore. Si tratta di uno dei ricercatori del famoso laboratorio di Wuhan, attualmente rifugiatosi sull’isola di Taiwan, del quale però, almeno per adesso non si hanno notizie certe o dichiarazioni ufficiali.

Ed infine, nel mercato di Wuhan non sono mai stati macellati né venduti pipistrelli. Il giornalista Paolo Liguori che già nella fase iniziale dell’emergenza dichiarò di come il virus fosse stato creato dai cinesi, espone una teoria interessante. Basandosi su elementi reali e sullo schema a mio avviso infallibile del “sì ma alla fine chi ci guadagna?” Ci fa notare che saranno proprio i cinesi a trarre beneficio da questa terribile esperienza.

Magari il virus è dilagato per via di eventi accidentali, o per una totale mancanza di prudenza. Prudenza che suggerirebbe di evitare la costruzione di laboratori biologici potenzialmente pericolosi alle porte di enormi megalopoli abitate da milioni di persone, il risultato però non cambia: la Cina si ritroverà ben più di un passo avanti rispetto al resto del mondo.

Avendo annunciato e di conseguenza “risolto” l’emergenza con un distacco notevole rispetto alle altre nazioni, il paese alla guida di Xi Jinping è già in piena accelerazione economica, mentre in occidente siamo ancora nella più nera emergenza, sfiorando la fondatissima ipotesi di una recessione economica che fa paura. Insomma, la Cina ripartirà ben prima degli altri, soprattutto dal punto di vista economico, rafforzando enormemente anche il peso politico, specialmente in Europa, e come abbiamo potuto notare ultimamente, con una attenzione tutta particolare per l’Italia. Corsi e ricorsi storici insomma. Gli Stati Uniti hanno iniziato conflitti per molto meno, e spesso anche senza motivazioni reali. Non oso immaginare cosa accadrà adesso che gli stessi sono fagocitati da una motivazione reale, e anche piuttosto convincente.

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Gabriel Passaretti

Gabriel Passaretti

Sono Giuseppe Gabriel Passaretti ho 34 anni e vivo nell'ultima casa accogliente sulla cima dell'Epomeo. Ho studiato archeologia occidentale all'Università degli Studi di Napoli L'Orientale Da anni sono impegnato nella promozione di una politica che si elevi al di sopra delle dinamiche basse e triviali che caratterizzano il mondo moderno, del recupero di quell'etica incentrata sul recupero dei valori umani e di un genuino rispetto per la Natura, oggi quasi del tutto scomparso.