Nuovo Ponte Morandi quasi terminato: le altre occasioni mancate del governo

Nuovo Ponte Morandi quasi terminato: le altre occasioni mancate del governo

La costruzione del nuovo ponte di Genova è in dirittura d’arrivo, ma il resto dell’attività cantieristica nazionale è stata fermata a causa dell’emergenza. Un’occasione sprecata?

È notizia di stamane che è tutto pronto per il varo dell’ultimo impalcato del “nuovo Ponte Morandi” a Genova. Infatti, durante l’emergenza Coronavirus, il cantiere per la ricostruzione del ponte crollato nell’agosto del 2018 non è mai stato chiuso e i lavori non si sono mai fermati. È stata questa un’ottima decisione della Regione Liguria che ha puntato sulla ricostruzione e sul proseguimento dell’attività edile cantieristica.

Ma come mai il governo ha deciso di bloccare tutta l’attività cantieristica nazionale? Ricordiamo che in Italia sono più di 860 i cantieri “nel limbo”, con strutture mai portate a termine. E tra scuole, strade e centri anziani ci sono anche 21 opere sanitarie per cui i lavori non sono mai finiti.

Ciò può rappresentare un’occasione sprecata in quanto in questi mesi ci sarebbe stata la possibilità di attivare, aprire nuovi cantieri edili o riaprire quelli chiusi e di mettere in moto l’edilizia scolastica per la messa in sicurezza di scuole ed università che nel nostro Paese versano in pessime condizioni: infatti, 9 scuole italiane su 10 non hanno una progettazione antisismica ed il Miur conferma che meno della metà (49%) degli istituti nazionali ha una certificazione di collaudo statico e solo il 39% possiede quello di agibilità e abitabilità. Questa dell’emergenza, con le aule vuote, sarebbe stata un’ottima occasione per risolvere questo grave problema.

Ma ancora, il governo avrebbe potuto puntare su opere demaniali, sulla messa in sicurezza di ponti e viadotti (di cui ricordiamo che 11mila strutture non sono attualmente sicure) e sul riasfaltamento ed il completamento dei lavori di strade ed autostrade sfruttando la bassissima affluenza di veicoli e pedoni. E ancora si poteva puntare sull’edilizia sanitaria, l’edilizia pubblica ed il completamento delle altre opere incompiute.

Occasione sprecata è rappresentata anche dalla mancata manutenzione o ricostruzione della rete ferroviaria del Meridione, che riversa in condizioni pietose, con l’alta velocità che si ferma a Salerno.

Un’altra occasione mancata dal governo è stata la possibilità di ricostruzione post-sisma nelle aree del Centro Italia colpite dal terremoto del 2016 e del 2017, in particolare ad Amatrice, Norcia, Accumoli e Arquata Del Tronto, senza dimenticare il terremoto che nel 2017 ha colpito Casamicciola Terme, ad Ischia.

Di fatto il rischio di contagio tra i lavoratori sarebbe relativamente basso, tenuto conto delle adeguate misure di sicurezza e prevenzione che dovrebbero essere imposte ai lavoratori.

Gli effetti di una eventuale apertura di questi cantieri edili sarebbero stati (e sarebbero anche oggi) positivi per il Paese: da un lato per la messa in moto dell’economia e la messa in sicurezza di numerose strutture strategiche pubbliche e dall’altro per gli stessi lavoratori e le imprese che avrebbero potuto guadagnarsi uno stipendio i primi e prodotto ricchezza e fatturato le seconde, con inevitabili conseguenze positive sul Pil e sulle entrate fiscali statali.

In particolare, c’è un settore nel quale come mai prima d’ora sarebbe stato fondamentale investire e sbloccarne i lavori: quello dell’edilizia sanitaria. Infatti, sono migliaia gli ospedali italiani che necessiterebbero, in particolare nel Meridione, di ristrutturazioni e di ampliamenti dei locali. Nota dolente sono poi le opere incompiute come ospedali, laboratori, presidi sanitari, Rsa, poliambulatori e non solo. Se ne contano a decine sparsi su tutto il territorio nazionale e questa dell’emergenza sarebbe stata allo stesso tempo occasione e necessità per terminarne i lavori.

Infatti, punto a sfavore che ha portato in breve tempo al collasso del Sistema Sanitario Nazionale è stata la carenza di posti letto e di terapie intensive e sub-intensive. Mai come ora sarebbero stati utilissimi migliaia di letti in più in decine di ospedali già costruiti ma mai messi in funzione o i cui lavori non sono mai terminati.

Il governo dovrebbe prendere in considerazione l’ipotesi di mettere mano alla cantieristica sanitaria soprattutto in vista di una ipotetica nuova ondata di contagi per il prossimo autunno, come molti scienziati sostengono che potrebbe accadere.

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Noè Fioretti

Noè Fioretti

Mi chiamo Noè Fioretti, sono del '96, nato a Napoli e cresciuto ad Ischia. Dopo il Liceo Scientifico ho studiato Giurisprudenza per quattro anni ed ora studio Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali all'Università degli Studi di Napoli "Federico II". Credo nella libertà di opinione e di espressione e sono un paladino della libertà di stampa, ma solo affinché tale stampa sia davvero al servizio delle persone e del Popolo: una stampa sociale, oggettiva, veritiera. I miei campi di interesse sono la politica nazionale ed internazionale, le relazioni geopolitiche, l'attivismo, l'ambiente e tanto altro. Link ai miei articoli: https://www.ischiapress.net/author/fioretti/ .