Bonafede alle strette: si dimette anche il Capo di Gabinetto del Ministero Fulvio Baldi

Bonafede alle strette: si dimette anche il Capo di Gabinetto del Ministero Fulvio Baldi

Dopo le intercettazioni pubblicate su “Il Fatto Quotidiano”, si dimette il Capo di Gabinetto di Bonafede, il magistrato Fulvio Baldi, e si intensificano le polemiche attorno al caso Palamara.

Sono di pochi giorni fa le dimissioni del magistrato Fulvio Baldi, Capo di Gabinetto del Ministero della Giustizia, a seguito della pubblicazione delle intercettazioni telefoniche riguardo conversazioni che il magistrato avrebbe avuto con Luca Palamara (noto agli onori delle cronache a causa dell’inchiesta per corruzione presso la Procura di Perugia) e risalenti all’aprile del 2018, subito dopo il voto di marzo, quando Bonafede è diventato guardasigilli e doveva costituire al Ministero il suo staff.

Tali intercettazioni, pur non essendo penalmente rilevanti per Baldi, sono politicamente molto pesanti, ricoprendo lui il massimo incarico al di sotto del ministro all’interno dello staff. Sulla sua scrivania, passavano infatti i più importanti provvedimenti ministeriali e legislativi riguardanti la giustizia ma anche quelli riguardanti i rapporti con il Parlamento per quanto concerne il sindacato ispettivo, i rapporti con il Consiglio Superiore della Magistratura per quanto concerne le attribuzioni proprie del Ministro in ordine ai magistrati, l’attività di supporto per la definizione degli obiettivi e per la ripartizione delle risorse, il coordinamento tra i diversi centri di responsabilità per la formazione dei documenti di bilancio e per i rapporti con gli organi di controllo, l’esame degli atti ai fini dell’inoltro alla firma del Ministro e dei sottosegretari di Stato.

Attribuzione non meno importante del Capo di Gabinetto è anche quella di gestire gli atti riguardanti le azioni disciplinari nei confronti di altri magistrati.

Ecco subito le due frasi più forti delle intercettazioni. Fulvio Baldi risponde a Palamara che gli raccomanda una collega: “Te la porto qua stai tranquillo, perché è una considerazione che ho per te, un affetto che ho per te e lo meriti tutto”; e ancora: “Se no che cazzo li piazziamo a fare i nostri?”.

“I nostri” sono i magistrati della corrente della magistratura italiana Unicost – Unità per la Costituzione e dalle intercettazioni emerge come ci sia un sistema di piazzamento sulle poltrone più importanti dei ministeri, delle procure e dei tribunali basato su raccomandazioni e, stando all’inchiesta perugina, sulla corruzione.

A dover essere piazzata al Ministero doveva essere la PM di Modena Katia Marino, operazione poi non riuscita, sempre stando alle intercettazioni, a causa dell’ostruzionismo di Mauro Vitiello, toga di Magistratura Democratica, ora nominato da Bonafede Capo di Gabinetto Reggente al posto del dimissionario Baldi.

Secondo quanto riferisce Baldi a Palamara, “Vitiello ha sentito la ragazza”, ma non l’ha presa con sé. Prosegue Baldi: “Uomini di malafede i soliti di Magistratura Democratica”. Baldi riferisce ancora che Vitiello gli avrebbe detto “prenditela tu”. Ma lui non poteva farlo perché aveva già completato l’organigramma e non aveva più posti disponibili, aggiungendo che se avesse potuto l’avrebbe fatto perché “se non ero completo non c’era nessun problema”.

Come se fosse un venditore di posti al mercato degli incarichi ministeriali, Baldi fa altre proposte a Palamara: “Abbiamo varie strade. Abbiamo l’Ispettorato, abbiamo il DAP, ma la strada più praticabile a questo punto è dal 6 maggio la Casola che prende possesso al DAG. È qui già dal 7 maggio la Casola può far partire la richiesta insomma”.

Secondo Baldi, Maria Casola, altro magistrato di Unicost divenuto Capo del DAG – Dipartimento degli Affari di Giustizia, avrebbe mosso le carte per loro e comunica a Palamara: “Eh beh, ma la Casola è nostra ragazzi, gliela indichiamo noi che cazzo, e allora che cazzo piazziamo a fare i nostri?”. E ancora: “Glielo dico io tranquillamente, tanto abbiamo tempo fino al 6 maggio, poi gliela presentiamo, però glielo voglio dire che poi ci sei pure tu dietro, perché vai rispettato pure tu, glielo diciamo tutti e due insomma”. Ultima considerazione di Baldi: “Che cazzo, questa gente deve capire che la ruota gira nella vita”.

Ora il guardasigilli Bonafede si trova in una situazione davvero difficile, dopo le polemiche e lo scandalo dovuto al “caso Di Matteo”, alla sua mancata nomina al DAP – Dipartimento Amministrazione Penitenziaria e alla questione delle scarcerazioni di boss di mafia e camorra.

Oltre ad essere accusato dai suoi avversari di aver portato molte toghe di Unicost al Ministero e di aver bocciato l’ex PM di Palermo Nino Di Matteo, ora anche quest’altra faccenda rischia davvero di mettere in seria discussione la sua permanenza al Ministero.

La Commissione Antimafia ha in programma di sentire Bonafede giovedì della prossima settimana. Intanto mercoledì al Senato andrà al voto la mozione di sfiducia del centrodestra per chiedere le sue dimissioni proprio per questi casi, a cui adesso si aggiunge la vicenda di Baldi.

Insomma, al Ministero della Giustizia e nel mondo della magistratura italiana, a seguito dell’inchiesta su Luca Palamara, le cose non vanno proprio bene e si paventa un futuro di processi e di guai che rischiano di mettere in ginocchio la già bassa fiducia nelle istituzioni da parte dei cittadini, in particolare le istituzioni giudiziarie.

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Noè Fioretti

Noè Fioretti

Mi chiamo Noè Fioretti, sono del '96, nato a Napoli e cresciuto ad Ischia. Dopo il Liceo Scientifico ho studiato Giurisprudenza per quattro anni ed ora studio Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali all'Università degli Studi di Napoli "Federico II". Credo nella libertà di opinione e di espressione e sono un paladino della libertà di stampa, ma solo affinché tale stampa sia davvero al servizio delle persone e del Popolo: una stampa sociale, oggettiva, veritiera. I miei campi di interesse sono la politica nazionale ed internazionale, le relazioni geopolitiche, l'attivismo, l'ambiente e tanto altro. Link ai miei articoli: https://www.ischiapress.net/author/fioretti/ .