L’ABBAC tuona: La Regione non vuole la ripartenza del turismo

L’ABBAC tuona: La Regione non vuole la ripartenza del turismo

(cs) La Regione non vuole la ripartenza del turismo ne tanto meno si pone il problema della nostra riapertura, inducendoci ancora una volta ad arrangiarci, lasciandoci andare alla deriva come già fatto per non aver rivolto neanche una parola verso il nostro martoriato settore, prima chiuso per decreto del Governo, poi escluso da tutti i contributi regionali e nazionali ed ora lasciato al suo destino.

La mirabile organizzazione turistica che non c’è mai stata in questo territorio impatta con le mancante risposte alle decine di quesiti già inviati all’unità di crisi regionale e dimostrano che la Campania non ha alcun piano di azione vera per il rilancio del turismo e la sicurezza di gestori e ospiti. A poche ore dal 3 giugno con la riapertura dei confini regionali e forse nazionali, e dopo circa una settimana dalla pubblicazione dell’ordinanza regionale non vi è uno straccio di proposta neanche di buone intenzioni. Il protocollo regionale che disciplinerebbe l’accesso di ospiti e la gestione dell’accoglienza di auspicabili viaggiatori è lacunoso e lascia soli i gestori ricettivi ad assumersi delle pesanti responsabilità.

Chiediamo a questa Unità di crisi di avere almeno l’ardire di rispondere alle mail ed assumersi responsabilità proprie in merito al protocollo adottato nell’ordinanza 51. “Ci domandiamo se siamo noi gli extraterrestri o loro.  Non siamo degli ospedali e chiediamo scusa se abbiamo l’ardire di conoscere quali e come sono strutturate queste task force che dovrebbero trattare presunti ospiti affetti da covid, a quali torture saremmo costretti come gestori in caso di un contagiato, costretto all’isolamento e ponendo tutti gli altri eventuali ospiti in quarantena.

Ma davvero questi signori dell’unità di crisi credono che sia come per un consumatore che si reca al negozio e che se non gli conviene se ne va? Se un ospite ha prenotato, pagato il suo soggiorno e gli viene rilevata una temperatura di 37,5 che facciamo lo cacciamo via come un untore? Nulla poi si sa di eventuali trattamenti di quarantena e isolamento, i costi a chi sarebbero imputati, in che modo funziona il rapporto con le autorità sanitarie, non c’è un elenco di numeri,  non c’è un’organizzazione. Tutto è lasciato al caso.

Chiediamo che la Regione chiarisca e si assuma le responsabilità se ritiene di non volere aprire agli ospiti italiani e stranieri. Facciano come hanno fatto durante i giorni di ritorno dei cittadini domiciliati in altre regioni. Inoltre vogliamo informazioni su come la Regione intende affrontare la stagione, quali stanziamenti sono messi a disposizione. Quella Campania sicura, appare oggi una mera cartolina che rischia di trasformarsi nell’ennesimo cartello su sfondo blu e scritta in bianco a carattere cubitale a cui ci ha abituato il Governatore in questi anni.

Vogliamo sapere se sarà istituito un fondo per incentivare una campagna promozionale, se come altre Regioni si sta prevedendo un voucher o un incentivo a raggiungere il nostro territorio, come è organizzata la mobilità turistica, come saranno nuovamente spesi i tradizionali milioni che ogni anno vengono distribuiti a pioggia per eventi e sagre. Chiediamo conto della mancata governance del turismo, per un’agenzia regionale mai veramente nata.

Ci chiediamo dove sia quel “codice del turismo” che l’Assessore alla promozione turistica Corrado Matera, una vera meteora in questo periodo, con apparizioni studiate in alcuni servizi tg. La stagione è compromessa, i territori sono nell’incertezza più assoluta, spiagge chiuse, app di prenotazioni tutte da verificare, imprese senza alcuna indicazione, lavoratori stagionali in attesa di quella promessa di 300 euro una tantum, gestori di strutture ricettive senza alcun sostegno, nessun piano di mobilità turistica e di servizi.

Avevamo chiesto un disimpegno delle scie con una sospensione prevedendo facilitazioni per affitti e locazioni ma nulla è stato accolto. Le manifestazioni dell’altro giorno a Sorrento ed Amalfi e in cui abbiamo fatto sentire la nostra voce, sono sintomo di un profondo disagio, e sono un campanello di allarme che i politici regionali facciano bene a sentire anche in vista dell’appuntamento elettorale quando sapremo cosa rispondere in caso di richiesta di consenso. La  filiera del turismo e il comparto da noi rappresentato, non starà a guardare il tracollo del nostro territorio. Migliaia di famiglie in Campania sono senza alcun reddito da mesi e non hanno alcuna prospettiva.

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Redazione

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