Il bosco della Maddalena: la collina che verde più non è

Il bosco della Maddalena: la collina che verde più non è

Il bosco della Maddalena, una delle due colline che si vedono entrando nel porto di Ischia, sta letteralmente morendo, sotto lo sguardo silente delle istituzioni. Le cause di questo fenomeno non sono ancora del tutto chiare e non si sta facendo nulla per individuarle e risolvere il problema.

Dal 2016 ad oggi il colore della famosa collina, che è tra le “cartoline” più famose dell’isola, è cambiato radicalmente e continuerà a farlo se non si interviene tempestivamente.  La maddalena è un altro pezzo dell’isola che sta pian piano svanendo sotto lo sguardo assente della maggior parte degli ischitani, che probabilmente preferisce indignarsi per altro.

“Cosa sarà mai? È soltanto una pineta che scomparirà, prima o poi verrà piantato qualcos’altro”. È questa la scusa che si continua a ripetere a se stessi, nel momento in cui accadono cose analoghe a questa? Purtroppo l’esperienza non mente mai e non sarebbe la prima volta in cui viene ignorato un problema riguardante la natura e sono molti, troppi, gli scempi “tollerati” presenti sulla nostra isola, che un tempo veniva chiamata “Verde”.

A quanto pare, tra non molto verrà ribattezzata come isola “Grigia”, poiché tutto ciò di cui ci si preoccupa è costruire, costruire ed ancora costruire. Se il problema fosse stato di altra natura, sicuramente avrebbe scaturito molte più reazioni di sdegno ed è sconvolgente notare che il più delle volte è il turista a rendersi conto di questi cambiamenti.

L’isola d’Ischia è da sempre considerata un gioiello di macchia mediterranea, un luogo dove la natura è semplice nel suo splendore, con paesaggi straordinari e di naturale bellezza. È esattamente la genuinità che la maggioranza dei turisti cerca, quando decide dove trascorrere le proprie vacanze, ma il più attento si rende da subito conto del modo in cui essa viene considerata dai sui abitanti.  Il bosco della Maddalena è l’emblema di questo modo di vivere, alla giornata, senza curarsi della salvaguardia del territorio, da parte degli ischitani.

Dal 2016 ad oggi, come si evince dalla immagine in fondo all’articolo, molti pini sono morti e non si sta intervenendo in alcun modo per rimediare a ciò. In un altro paese, gli abitanti avrebbero fatto in modo di ottenere che fosse fatta almeno una ricerca sulle origini di tutto ciò e avrebbero preteso una soluzione concreta. Il comitato “Il Bosco che avanza” si è messo in contatto con diversi studiosi e ne è emerso che molto probabilmente la causa è la Cocciniglia greca, Marchalina hellenica, un insetto che ha già infestato diversi pini domestici presenti sul territorio isolano.

Tuttavia, la drammaticità sta nel fatto che nel caso di questa pineta, nessuno sappia fornire risposte esaurienti riguardo una possibile soluzione, che da un lato potrebbe consistere nel piantare nuovamente dei pini, dall’altro piantare specie autoctone. Le risposte fornite dagli esperti, esprimono pareri contrastanti tra di loro, per questo motivo sarebbe opportuno, da parte delle istituzioni, intervenire e decidere una linea d’azione efficiente.

Le istituzioni sono state contattate proprio dai ragazzi del comitato, ma tali tentativi di comunicazione sono risultati vani. C’è da chiedersi, quindi, come mai il Comune non intervenga e perché si permette che tale danno sia arrecato alla nostra amata isola? Forse non è poi così amata come dovrebbe, ma allora forse si dovrebbero aggiornare molti siti web, con immagini che rappresentano come sta diventando, o meglio come la stiamo facendo diventare.

Purtroppo ciò che viene messo al primo posto è sempre l’aspetto economico, ciò che tramite l’isola si guadagna, e magari per le persone l’unico modo di notare un problema del genere e porlo sotto una prospettiva di danno al guadagno. Forse, però, è tempo che le persone inizino ad amare il proprio territorio per ciò che rappresenta, ossia la nostra casa, e non come macchina che stampa soldi. Purtroppo questa ed altre vicende, altrettanto drammatiche, fanno trasparire un totale disinteresse per ciò che concerne la Natura ed la sua salvaguardia, ma si spera sempre in un cambiamento in questo senso.

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Laura Buono

Laura Buono

Sono Laura Buono, ho 24 anni e sono nata ad Ischia, un isola spesso maltrattata proprio dai suoi abitanti e quasi mai valorizzata. Durante il mio percorso di studi all’università degli Studenti di Napoli l’Orientale, ho scoperto la storia e la cultura di paesi lontani e ciò ha reso più forte il mio desiderio di scoperta verso quelle della mia Terra. Scoperta che comporta necessariamente un impegno nella salvaguardia della Natura e delle nostre Tradizioni.