Calamità differenziate

Calamità differenziate

di Massimo Mainardi

È già trascorsa una settimana dalla tragica bomba d’acqua che ha colpito Palermo. I palermitani piangono ancora, eppure, dopo pochi servizi sui tg nazionali delle prime ore, nessuno ne parla più.

Qualche giornale ha cercato di ritrovare le colpe di questa tragedia nel mancato allarme della protezione civile, come se la diramazione di un comunicato di un’allerta meteo avesse potuto davvero chiudere tutti in casa. Un evento così violento ed improvviso difficilmente può trovare preparato un paese come il nostro, che – ricordiamolo – ha un rischio idrogeologico altissimo da Nord a Sud.

Ma Palermo non è Venezia che, dopo l’ennesima – seppur straordinaria – acqua alta di qualche tempo fa, ha riscosso così tanta solidarietà nazionale. Eppure sono anni che gli italiani tutti contribuiscono al grande progetto del MOSE, nella città della laguna, progetto che, oltre ad avere arricchito i soliti noti con annessi arresti per tangenti, non ha risolto per nulla la problematica.

Anche questo non ha fermato la differenza di trattamento, di analisi e di sconcerto per gli eventi catastrofici che, negli ultimi anni, hanno colpito tutti lo stivale, e non solo una parte: dall’alluvione di Matera a quello calabrese passando per il terremoto di Ischia, solo per citarne alcuni.

Non è vittimismo, non ci appartiene. Questa è solo verità e onestà di cronaca, ma soprattutto vuole restituire dignità alle vittime ed ai familiari di queste tragedie, che uniscono nel dolore questa magnifica terra martoriata, troppo spesso dimenticata in favore di una parte di paese considerata più produttiva o – chissà – più meritevole di solidarietà.

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Redazione

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