Le chiese di Napoli, quel gioiello di San Giovanni a Carbonara.

Le chiese di Napoli, quel gioiello di San Giovanni a Carbonara.

San Giovanni a Carbonara è emblema della mutevolezza di Napoli, non c’è singola pietra che non abbia qualcosa da sussurrare al visitatore, al quale sembra di metter piede in un altro mondo e in un’altra dimensione, così vicina alla realtà popolare napoletana nel suo esterno, così lontana da quella realtà nel suo interno.Complesso anticamente enorme, comprendente ben tre chiese, due torri (una delle quali è oggi sede, dopo l’unità italiana, della Caserma Garibaldi) e un ponte che collegava l’area sacra alla Sanità, facente parte dell’antico acquedotto augusteo dei Ponti Rossi, che sormontava l’attuale Foria, dalla quale scendeva la cosiddetta “lava dei Vergini” (le acque piovane che fluivano da Capodimonte), passando per la “carboneta” (dove i Napoletani incenerivano i rifiuti, attuale via Carbonara) per poi arrivare al mare. Parliamo davvero di un’area enorme e ricca di storia.

Ma torniamo ad oggi.

Scalate letteralmente le rampe di Sanfelice, già noto alla nostra architettura per l’omonimo Palazzo nella Sanità, ci si rende conto che la soluzione adottata è funzionale all’ingresso in altura della chiesa, ma anche alla funzione simbolica che tutto il complesso, una volta visitato nel suo interno, svolge in termini esoterici e massonici. La scala forma un numero otto capovolto a simboleggiare l’infinito, per esempio. Come infiniti sono i richiami massonici ed esoterici anche all’interno, a partire dalla Cappella Somma, il cui soffitto è occupato da un ingombrante quanto accecante occhio che tutto vede, posto all’interno di un triangolo, a gloria del Grande Architetto dell’Universo. Ma potrei parlare per ore anche di tutte le simbologie di Cappella Miroballo – splendida – in cui si ritrovano aquile, altro simbolo massonico, perché unico animale in grado di fissare il sole.Ma è la Cappella Caracciolo del Sole, posta dietro l’altare su cui si adagia il monumento funebre di Re Ladislao – altro capolavoro – che mi ha devastata.L’ingresso è decorato con lo stemma della famiglia nobiliare e lo ritroviamo anche sul pavimento maiolicato, interamente maiolicato, con riggiole bianche e blu, risalenti all’artigianato napoletano del 1400. Tutta la cappella è un simbolo esoterico, a partire dalla pianta ottagonale esterna, mentre la cappella all’interno ha una forma circolare. Eppure, se idealmente unissimo le colonne della cappella, ci accorgeremmo che formano a loro volta un ottagono iscritto nel cerchio, forma geometrica chiaramente osservabile anche nelle piastrelle del pavimento maiolicato. La cappella è quindi un ottagono in cui è iscritto il cerchio all’interno del quale è inscritto un secondo ottagono. A me ha fatto pensare a Castel del Monte in Puglia, la famosa fortezza edificata per volere di Federico II di Svevia, simbolo dell’unione fra terra e cielo e che corrisponde in numerologia al numero 8 (e qui ritornano le scale di Sanfelice all’esterno). Peccato che San Giovanni a Carbonara sia così poco visitata, così malamente conosciuta, perché è l’esempio gotico-rinascimentale che definisco di maggior rilievo nella nostra città e non solo.Parlando con due turiste italiane in visita a Napoli, ho scoperto che esistono libri di arte e architettura, studiati nelle Università italiane, che trattano le cappelle al suo interno, e che uno dei motivi della visita di queste due amiche a Napoli è stata addirittura proprio San Giovanni a Carbonara e le sue cappelle. Peccato davvero che a Napoli se ne sappia poco e nulla e che i Napoletani non affollino le proprie bellezze come ragione ed amore prevederebbero. Ma, poco male, si può sempre rimediare, e vi prego di farlo, qualora non lo aveste già fatto, perché merita davvero. Ogni singola pietra di San Giovanni a Carbonara, così ogni singola pietra della nostra città, che tra molte altre cose, è città d’arte, poco riconosciuta come tale solo da chi non la conosce davvero.

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Ylenia Petrillo

Ylenia Petrillo

Laureata in lingue, insegno lingua inglese ai ragazzi di scuola elementare e media. Sono appassionata di storia locale, con particolare attenzione agli aspetti peculiari della terra in cui vivo, convinta del fatto che il rispetto per tutte le culture, passa sempre attraverso il rispetto e la conoscenza della propria.