Tra elezioni e chiacchiere locali, la Campania è maglia nera per rischio povertà

Tra elezioni e chiacchiere locali, la Campania è maglia nera per rischio povertà

Per l’unione Europea (Eurostat Regional Yearbook 2020) la Campania si aggiudica la maglia nera per tasso di rischio povertà (41,4%). Segue la Sicilia, con lo 40,7%, Ceuta (38,3%) ed Extremadura (35,6%) in Spagna, tutta la Regione del Nord-Est in Romania (35,6%) e Severozapaden in Bulgaria (35,1%) . Non manca la Calabria con un tasso di rischio povertà al 32,7%

Chiacchiere, giochi di potere a livello locale per spartirsi una manciata di voti in qualche paesino o in Regione. Bazzecole rispetto alla partita che il Sud tutto e specialmente la Campania, la Sicilia e la Calabria devono cercare di affrontare in qualche modo. Secondo l’Europa, che già più volte ha lanciato l’allarme in questo senso, le tre principali Regioni del Sud Italia sono quelle che hanno il più alto tasso di rischio povertà. Il primato spetta alla Campania che con il suo preoccupante 41,4% pone una questione seria ed anche abbastanza grave.

La partita si gioca certamente anche a livello locale ma è a livello nazionale, e non solo, che va disputata con lucidità e criterio. Il recovery fund potrebbe essere uno di quei famosi treni che potrebbero non passare più per il Sud ed un valido strumento, sebbene non eccellente in termini pratici, per recuperare un pò di terreno e per dare sostegno e sviluppo a dei territori malamente amministrati a livello locale e nazionale. Investire in ambiente, ecologia e start-up ed innovazione, significherebbe portare lavoro in queste terre martoriate da emigrazione e mancanza di vere opportunità concrete. Investire al Sud significherebbe sviluppare il Paese intero per fare finalmente quel salto di qualità che l’Italia stenta a fare davvero. Investire al Sud significherebbe ridurre il divario che dall’Unità d’Italia affligge i territori che abitiamo relegandoli a ruoli marginali. Penso ai porti del Mediterraneo, a Gioia Tauro, ma anche alla tragicità dei trasporti ferroviari da Regione a Regione del Mezzogiorno, finanche da paesino a paesino, trasporti inesistenti ed inconsistenti che rappresentano uno dei più grandi fallimenti di questo Paese.

E’ giunta l’ora di finirla. E’ giunta l’ora di pensare al proprio territorio, invece di concentrarsi sulla mera spartizione di poltrone e poltroncine, se vogliamo non far morire queste terre. E’ giunta l’ora o sarà troppo tardi per tutto. E’ giunta l’ora di quello che per uno strano gioco di parole chiamano “Mezzogiorno”.

per scaricare l’annuario (disponibile solo in lingua inglese): qui

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Ylenia Petrillo

Ylenia Petrillo

Laureata in lingue, insegno lingua inglese ai ragazzi di scuola elementare e media. Sono appassionata di storia locale, con particolare attenzione agli aspetti peculiari della terra in cui vivo, convinta del fatto che il rispetto per tutte le culture, passa sempre attraverso il rispetto e la conoscenza della propria.