Menzognacrazia

Menzognacrazia

Se c’è un qualcosa che la pandemia di covid-19 ci ha insegnato è che le popolazioni occidentali, e in particolar modo gli italiani, sono estremamente facili da manipolare. Questo è stato possibile solo attraverso per mezzo dei decenni di indottrinamento e anestesia mentale. Quello della menzogna istituzionale è infatti uno strumento estremamente efficace, se applicato in un substrato culturale come quello attuale.

Per fortuna non tutti cascano nei numerosissimi tranelli che quotidianamente ci vengono propinati. Solo gli stolti metterebbero in discussione in modo assoluto l’esistenza di questo nuovo morbo. Eppure, visti i numerosissimi riscontri non si può far a meno di notare una certa volontà di ingigantire la gravità della malattia e della situazione da essa derivata. Ovviamente il braccio esecutivo di questo ingigantimento è sempre quello dei media, che senza ritegno pubblicano quotidianamente ed incessantemente mezze verità, e in alcuni casi vere e proprie menzogne. Curioso il caso di quell’uomo della provincia di Pescara annegato in mare a causa delle forti correnti, dichiarato poi morto di covid, perché positivo (post morte) al morbo. Sono notizie che in un paese popolato da individui coscienti, farebbero sorridere, e invece non è così. Notizie di questo tipo servono a mantenere alta la tensione, a non abbassare la guardia, a vivere in un continuo stato di diffidenza e d’assedio sanitario e mentale. Sono numerosi i casi di persone affette da patologie piuttosto gravi, che incappano nel virus e che disgraziatamente lasciano questo mondo. Se fino a qualche mese fa i media dimostravano una certa dignità professionale nel sottolineare la presenza di patologie pregresse, oggi quel che leggiamo è un netto e diretto “morto di covid”. La menzogna per risultare davvero efficace, abbisogna di alcuni elementi di verità, in caso contrario persino i monchi alieni in cui da decenni ci stanno trasformando fiuterebbero l’incongruenza. Sono quindi sufficienti le mezze verità, affinché la massa si fermi al titolo di un articolo: “morto per covid”. L’innesco mentale è immediato anche negli spiriti più liberi e forti: morte, paura, rischio. In molti casi (ma in realtà sempre meno) se ci spingessimo oltre il titolo, potremmo leggere che moltissime delle persone “morte di covid” erano afflitte da patologie piuttosto gravi. Insomma, attribuire la totale responsabilità della dipartita di questi esseri umani la cui salute era già duramente compromessa, alla malattia da covid-19 ci sembra fazioso, fuorviante e sostanzialmente falso. Quando vengono sollevate queste chiare evidenze ci viene detto che non siamo virologi, che non siamo medici, e che quindi non abbiamo diritto di parola su tematiche al di fuori delle nostre competenze. Come se fosse strettamente necessario essere medici capire che a causa di gravi patologie pregresse un paziente sia più o meno prossimo alla morte, o che ad un individuo il cui sistema immunitario sia stato precedentemente devastato dalle suddette patologie, persino un banale raffreddore potrebbe risultare fatale. I fedeli della nuova religione scientista quindi, si ergono a difesa del potere consolidato e dei diktat da esso creati, lasciano poco spazio alla ragione e al buon senso. La tesi del fanatismo, dello zelo “religioso” trova ulteriori conferme, in altre numerose realtà a cui da mesi assistiamo. Abbiamo preso atto che i non specializzati non hanno diritto di parola (evviva la libertà di espressione), però quado a sollevare dubbi di questo tipo sono dei medici specializzati, vengono anch’essi travolti dalla portentosa e del tutto autonoma macchina del fango, pronta a denigrare chiunque osi mettere in discussione le tesi sostenute dai padroni. Una persona dotata di un minimo d’intelligenza a questo punto inizierebbe a porsi delle domande fondamentali: se i non specializzati vengono travolti da insulti minacce e censure quando sollevano dubbi più che leciti, e la stessa sorte tocca a tutti quegli individui che invece le competenze del caso le possiedono, allora qual è il paradigma che muove queste dinamiche? La conclusione più ovvia sembrerebbe essere che in realtà c’è da difendere una “verità” ben precisa, scelta in modo più che oculato da qualcuno. Sono temi complessi, che richiedono analisi profonde della situazione attuale. La triste realtà è che il popolo si è impigrito a tal punto da ritenersi soddisfatto dal titolone dell’articolo, dalle risposte brevi e senza troppe spiegazioni. In definitiva, potremmo dire che il popolo preferisce obbedire agli ordini, piuttosto che elaborare una strategia che porti alla risoluzione reale dei problemi, ed alla comprensione della realtà e delle dinamiche che ci circondano.

Tutti connotati di quella che potremmo definire senza mezzi termini una vera e propria menzognacrazia.

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Gabriel Passaretti

Gabriel Passaretti

Sono Giuseppe Gabriel Passaretti ho 34 anni e vivo nell'ultima casa accogliente sulla cima dell'Epomeo. Ho studiato archeologia occidentale all'Università degli Studi di Napoli L'Orientale Da anni sono impegnato nella promozione di una politica che si elevi al di sopra delle dinamiche basse e triviali che caratterizzano il mondo moderno, del recupero di quell'etica incentrata sul recupero dei valori umani e di un genuino rispetto per la Natura, oggi quasi del tutto scomparso.