Vi distruggiamo, ma è per il vostro bene

Vi distruggiamo, ma è per il vostro bene

Nutro un’autentica invidia per tutti coloro (e a quanto pare costituiscono la maggioranza) convinti di vivere in un sistema democratico. Anche io vorrei credere che i politici a cui abbiamo dato mandato (??) abbiano a cuore la nostra salute, che si impegnino per migliorare la nostra vita, che sacrifichino se stessi per i nostri interessi. Un pensiero ridicolo questo, per chi come me è ancora dotato di un briciolo di consapevolezza. Vi stupirà sapere che non è necessario essere dei cervelloni, o dei guru illuminati per comprendere il reale andazzo della società. Abbiamo vissuto, ed ancora viviamo in un sistema che non si è fatto scrupoli nel distruggere l’ambiente dal quale dipendiamo. Una società che non ha mai realmente tutelato la nostra salute. Basti pensare al fatto che il 40% dei reflui fognari del nostro paese viene quotidianamente sversato nei corsi d’acqua o in mare, alla piaga del tabacco, all’alcool, ai mortali pesticidi utilizzati per la coltivazione di ciò che mangiamo, alle innumerevoli morti dovute a scelte economiche mirate, all’impiego dei carburanti fossili, agli agglomerati cittadini in prossimità di strutture produttrici di miasmi mortali, agli inceneritori che ancora oggi vengono progettati e costruiti, all’elettrosmog, tutte dinamiche che per decenni hanno decimato il popolo in modo indiscriminato. Esempio pratico di quel che sto affermando è possibile riscontrarlo nel caso Nutella. Per produrre la tanto amata crema di nocciole (alimento indispensabile al benessere umano) sono stati distrutti milioni di ettari di foreste, quella del Borneo in particolare; per far spazio alle coltivazioni intensive di palma da olio. Distruzione sistematica di ecosistemi grandi come nazioni, che per milioni di anni hanno prodotto ossigeno e che per altrettanti anni sono stati la casa di migliaia di esseri viventi. Tutto questo viene completamente vanificato al cospetto di sua mostruosità Covid-19. Nel nome della salute pubblica sono state fatte, e vengono tutt’oggi fatte scelte devastanti per noi ed i nostri interessi, “per il nostro bene” ci viene detto. La caduta delle foreste, l’inquinamento profondo di tutti i corsi d’acqua del mondo, il continuo e sfrenato consumo di carburanti fossili, micidiali per l’aria che ci serve per vivere, tutto questo è stato giustificato da parte delle multinazionali nel nome del benessere comune, anzi, più precisamente per il benessere dei paesi occidentali. E mentre noi mangiavamo la nutella manipoli di persone diventavano oscenamente ricchi. Nessuno si è posto il problema della salute quando in ballo c’erano interessi da capogiro, strano eh? Purtroppo non si tratta di complotti, questa dinamica ha un nome ben preciso, si chiama capitalismo. Il capitalismo per sua stessa natura tende a consumare tutto quel che esiste, quindi è auspicabile che una volta arrivati al punto in cui non ci sarà più niente da divorare, esso cessi di esistere, e probabilmente così sarà. Purtroppo però, oggi ci troviamo in quel lasso temporale in cui il capitalismo inizia ad arrancare pericolosamente, ma è ancor lungi dallo scomparire dalle dinamiche umane. Si ripercuoteranno su di noi quindi, tutte le manovre ed i tentativi che i detrattori della bellezza, i servi del capitalismo appunto, metteranno in atto per tentare di prolungare il più a lungo possibile la vita di un sistema sociale ed economico che potremmo tranquillamente identificare alla stregua di un cancro. Se per un attimo ci distaccassimo dal conato continuo propinato dai media, dal terrore autorizzato che quotidianamente ci impone la società, ed iniziassimo a guardare le cose da un punto di vista un momento più elevato, potremmo iniziare a comprendere tutta una serie di dinamiche decisamente significative. La società che hanno costruito e nella quale per 80 anni abbiamo vissuto è basata a tutti i livelli sulla dinamica del debito. Suddetto debito l’anno scorso è arrivato alla cifra difficilmente immaginabile di 253.000.000.000 di dollari. Nel 2018 le finanziarie globali predissero l’imminente crack del sistema economico mondiale. Proprio a causa dell’ormai insostenibile accumulo del debito. Tutte le principali agenzie di rating, le multinazionali della finanza globale predissero appunto il collasso della bolla economica nel 2020. Il Forum Economico Mondiale ha proposto come soluzione al collasso del capitalismo globale una netta accelerazione della quarta rivoluzione industriale. Progetto questo, già in atto da decenni nelle lungimiranti menti dei padroni del vapore, ma che adesso subisce appunto una netta accelerazione. Ma di cosa si tratta più nello specifico? Oggi nei paesi occidentali un lavoratore umano costa molto di più, provoca molti più problemi ed ha molte più esigente, rispetto ad una macchina cibernetica digitale, capace di eseguire alla perfezione gli stessi compiti. Per gli amanti delle fonti, tutto quello che in questo articolo ho riportato è facilmente reperibile nelle relazioni del Forum Economico Mondiale. La Mckinsey corporation ha stimato attraverso la messa in atto della “rivoluzione”, l’eliminazione di 800.000.000 di posti di lavoro nei paesi industrializzati ovviamente, il discorso non vale per i paesi dove esiste ancora la schiavitù. Milioni di persone andranno sostituite, ed ovviamente controllate, ed è proprio attraverso la situazione odierna che iniziamo a renderci conto del senso del discorso. Attraverso le varie serrate, generali o mirate, ci rendiamo conto della palese volontà di distruggere tutte quelle realtà imprenditoriali non appartenenti alle multinazionali, perché concorrenziali per queste ultime. Proprio in questi giorni è stata avanzata la proposta di una serrata prenatalizia, chiaro no? Non sia mai che l’economia interna si risollevi anche solo per una settimana. Insomma, il capitalismo ha bisogno di un trapianto totale del sistema economico, bisogna sostituire il vecchio, con un nuovo sistema di catene mondiali digitalizzate, ovviamente controllate dalle multinazionali. Ma il vero problema infondo non è neanche questo, ma il fatto che la maggioranza degli esseri umano siano fermamente convinti che tutto ciò sta accadendo per colpa di una malattia che ha ( Wikipedia) dal 0.5 a 1% di mortalità.

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Gabriel Passaretti

Gabriel Passaretti

Sono Giuseppe Gabriel Passaretti ho 34 anni e vivo nell'ultima casa accogliente sulla cima dell'Epomeo. Ho studiato archeologia occidentale all'Università degli Studi di Napoli L'Orientale Da anni sono impegnato nella promozione di una politica che si elevi al di sopra delle dinamiche basse e triviali che caratterizzano il mondo moderno, del recupero di quell'etica incentrata sul recupero dei valori umani e di un genuino rispetto per la Natura, oggi quasi del tutto scomparso.