Un mare di rifiuti… e di menzogne

Un mare di rifiuti… e di menzogne

Basta una mareggiata a Napoli ed il web esplode. Accadimenti naturali, niente di nuovo per città sorte sul mare, se non fosse che anche un evento, straordinario sì, ma del tutto abituale di questi tempi, funga da motivo di umiliazione per un popolo intero.

Abbiamo visto immagini scioccanti a Fiumicino, sulle spiagge di Jesolo in passato, a Genova, ovunque. I mari sono inquinati, non è una novità, non stiamo qui a fare retorica. Pensiamo invece a come fare per ripulirli ed educare i cittadini. Perché, purtroppo, accade ovunque. Non in Italia, proprio nel mondo. Gli oceani sono inquinati, i mari delle nostre coste, ma anche quelli di altri Paesi, nessuno è esente.

Un mareggiata restituisce ciò che vergognosamente l’uomo ha gettato, è un ciclo naturale e a tratti macabro. Non ci diciamo ancora nulla di nuovo, dunque.

Il fatto è che quando si tratta di una mareggiata a Napoli, si sente – non si capisce bene perché – la necessità di mettere la cosiddetta “jonta acoppa”. Per chi non conosce il Napoletano significa “aggiunta”. Si scatta una foto della spiaggetta devastata dalla mareggiata? Non basta, bisogna accentuare, ingigantire, ritoccare. Ebbene, sì. Molte delle foto che girano circa la mareggiata napoletana della scorsa notte sono palesemente dei falsi. Dispiace vedere che molte pagine, siti e perfino giornali hanno ritenuto di pubblicare quelle foto innescando una sorta di rifiuto dello stesso Napoletano contro quello che definisce l’altro Napoletano da sé (quello che sporca, che inquina, quello incivile). Eppure, nel mondo, esistono davvero troppi Napoletani allora, visto che tutti i mari restituiscono all’uomo ciò che l’uomo ha inteso gettare in mare.

Ne consegue che il discorso moralistico ed etico va bene se fatto in maniera globale, non di certo se qualsiasi accadimento lo si debba imputare ai Napoletani per forza di cose. Va da sé, inoltre, che questa non è la maniera di fare giornalismo e ci rivolgiamo ai nostri colleghi: in un mondo di fake news, anche ritoccare una foto può essere, oltre che poco etico, anche pericoloso.

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Ylenia Petrillo

Ylenia Petrillo

Laureata in lingue, insegno lingua inglese ai ragazzi di scuola elementare e media. Sono appassionata di storia locale, con particolare attenzione agli aspetti peculiari della terra in cui vivo, convinta del fatto che il rispetto per tutte le culture, passa sempre attraverso il rispetto e la conoscenza della propria.