NAPOLI ANTICA / La Nobile Forcella

NAPOLI ANTICA / La Nobile Forcella

Ad bene agendum nati sumus, siamo nati per fare del bene.

Quando lo lessi per la prima volta sulla facciata della Chiesa di Sant’Agrippino, mi vibrò dentro. Siamo nati per fare del bene, ripetevo. Che bella frase.Era questo l’antico motto del Sedile di Forcella quello che viene simboleggiato con la Forcella di pitagorica memoria (Y). La lettera ipsilon che sta a mostrare le due strade da percorrere, il bene ed il male, la destra e la sinistra, la dualità, la dicotomia intrinseca di Napoli. Quella che, ancora oggi, ci percorre.

Sedile di Forcella

In quel passato, a Forcella si faceva davvero il bene perché era il luogo preposto alla cura delle persone. Sembra strano, ad oggi, ma prima a Forcella si curava il corpo con le acque termali, insieme allo spirito, visto che proprio qui sorgeva una scuola pitagorica.Un quartiere da sempre ritenuto importantissimo, Forcella era il luogo dove sorgevano palazzi nobiliari e chiese di spessore artistico, ancora oggi in parte visibili, in parte purtroppo chiuse al pubblico.Poi, nell’epoca del vicereame spagnolo, Pedro da Toledo decise di sviluppare più decumani e di far sorgere un quartiere a ridosso del Palazzo Reale, gli attuali Quartieri Spagnoli, e dunque Forcella si spopolò, divenendo man mano un quartiere difficile, povero.È importante guardare a questa trasformazione perché si capisce anche l’attualità di un luogo, cercare di comprendere l’evoluzione della città di Napoli, aiuta a considerare i tanti aspetti che hanno composto l’unità del capoluogo campano. E però Forcella non si è mai arresa, né oggi si arrende. Anche all’epoca i grandi artisti capirono la grande energia di quella strada che prendeva due direzioni e da Caravaggio a Fanzago, operarono artisticamente. Il Pio Monte della Misericordia, per esempio, fondato da sette nobili, in cui è ancora oggi visibile una delle opere napoletane dell’amato Caravaggio che scelse di dipingere i volti della gente Forcella, proprio come un artista contemporaneo ha fatto con San Gennaro, e proprio all’ingresso di Forcella.

La storia si ripete, non sempre uguale

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Ylenia Petrillo

Ylenia Petrillo

Laureata in lingue, insegno lingua inglese ai ragazzi di scuola elementare e media. Sono appassionata di storia locale, con particolare attenzione agli aspetti peculiari della terra in cui vivo, convinta del fatto che il rispetto per tutte le culture, passa sempre attraverso il rispetto e la conoscenza della propria.