SIMBOLI / Il Regno delle due Sicilie

SIMBOLI / Il Regno delle due Sicilie

di Domenico Andreotti

Prima del congresso di Vienna, il Nostro Regno, pur avendo lo stesso Sovrano, era diviso in due Regni Sovrani: il Regno di Napoli ed il Regno di Sicilia con, rispettivamente, Napoli Capitale e Palermo Capitale, rappresentate con due simboli diversi ed antichissimi. Fu il Congresso di Vienna nel 1815, e non i Borbone, che forzò la fusione dei due Regni togliendo a Palermo il ruolo di Capitale. Questa scelta fu usata dalla massoneria per sobillare i Siciliani verso il colpo di stato massonico del 1860.

I due simboli

Il Cavallo rampante in campo oro per Napoli ed il suo Regno Napolitano e la Triscele per Palermo ed il suo Regno di Sicilia. Due simboli, la cui antichità si perde nella notte dei tempi, ben oltre il periodo dell’impero romano, affondando le radici in quello della Magna Grecia e della Grecia antica.

Troppi ignorano queste nostre identità e non per colpa propria ma perché l’ignoranza volutamente imposta dalla propaganda massonica del risorgimento, ha estirpato e manomesso ogni nostra radice culturale. I nostri simboli dovevano essere dimenticati, sostituiti, perduti. Eppure, la storia chiede sempre il conto ed i nostri simboli, quelli dei due rispettivi Regni – al di qua ed al di là del faro – li ritroviamo ancora oggi in tutte le Nostre Regge. Le immagini di copertina si riferiscono alla volta di una delle sale della Reggia di Caserta e all’entrata del Palazzo Reale di Napoli.

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Redazione

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