ACCOUNT SOSPESI / Zuckerberg si crede Dio

ACCOUNT SOSPESI / Zuckerberg si crede Dio

Eppure Dio ha concesso il “libero arbitrio” secondo la religione, Zuckerberg ne ha fondata una tutta sua, invece e le Nazioni glielo concedono

Se anche il Capo di Stato tedesco Angela Merkel si espone sulla vicenda della limitazione dell’account twitter dell’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump, definendola “problematica”, più di un dubbio sull’atteggiamento di un privato (che però fa politica ed opinione, ricordiamolo) come Facebook o social similari, dovrebbe sorgere. Certo, il regolamento dei social network è chiaro, anche se lungo da leggere (e forse anche questa è una bella strategia) ma è anche vero che se per Trump vale la scomunica, non è valsa per altri esponenti politici, appartenenti all’other side della barricata. Non serve andare così lontano per verificarlo.

Siamo a Napoli, è il 24 ottobre 2020 e sta montando la protesta dei cittadini contro le restrizioni severe relative al periodo pandemico, e un esponente del Partito Democratico italiano scrive su Twitter:

#Napoli si sta attentando a sicurezza di cittadini. Manifestazione mi pare sia abusiva e violenta. E’ terrorismo. Sono democratico, ma per prima volta in mia vita, da amministratore pubblico con 3 cariche elettive, se fosse di mia competenza, darei ordine di sparare. #lockdown

L’esponente politico è Antonello de Pierro. Tralasciando il fatto che Antonello de Pierro evidentemente non era a conoscenza dei fatti di Napoli, e nonostante ciò si arrogava il diritto di scriverne comodamente seduto sul suo divano di casa, dire “darei l’ordine di sparare” sui cittadini.significa istigare all’odio ed alla violenza. Esito di questa esternazione che definire impropria è anche poco: non pervenuto. Twitter non interviene nonostante decine di segnalazioni siano state inviate per la verifica. Ci sarebbero davvero innumerevoli esempi da riportare ma ci limiteremo ad analizzare qualche account di casa nostra e il discorso che faremo di seguito vi sorprenderà.

Ischia Press è un giornale di “controinformazione”, non allineato, non suscettibile di pressioni di qualunque tipo, non ha legami con partiti, non ha alcuna pretesa di rientrare nel mainstream nazionale. Questo significa che ogni opinione dei nostri autori è assolutamente priva di qualsiasi faziosità se non quella che è insita in ogni essere umano che ha le proprie idee e convinzioni. Abbiamo risposto per le rime, più volte, a Vittorio Feltri – nello specifico. Il Quotidiano Libero ha sfornato una serie infinita di insulti contro le cause per cui combattiamo, offendendo – anche pesantemente – napoletani e meridionali. Beghe di casa nostra insomma. Eppure, mai ci siamo sognati di invocare la censura. E pur quando sottolineavamo la necessità di un intervento dell’Ordine dei Giornalisti nei confronti di Vittorio Feltri, eravamo nel pieno del rispetto della libertà di opinione, più volte sottolineata anche dai giudici che hanno stabilito più e più volte la non necessità di procedere. Libertà di opinione, ma anche di confronto. Noi rivendichiamo il diritto di rispondere all’insulto o quel che sia, e quello di esprimere anche un’opinione contraria, o antipatica. Lo stesso rivendichiamo per le nostre parti che definiremo “avversarie”, perchè la libertà non è parola vana ed astratta, scriveva Carmine Crocco, Brigante. E noi alla “Libertà”, quella vera, crediamo. A Libero Quotidiano, limitato da Twitter, non daremo ipocritamente sostegno ma il rispetto dovuto alla libertà di espressione ed opinione. Quella stessa che rivendichiamo per noi, dunque.

La polarizzazione che si va sempre più delineando con l’atteggiamento che “i privati”, padroni dei social networks multimiliardari, prestati alla politica e alla deviazione delle masse, è pericolosa, quella sì. E molto pericolosa è la cessione di potere delle Nazioni tutte a questi colossi della comunicazione che, sì, sono società private ma determinano pensiero e attività politiche, non nascondiamocelo. Trattare Facebook o Twitter come semplici aziende private che hanno un regolamento significa mentire o essere intellettualmente disonesti, o semplicemente significa vivere in un mondo fatato dove si pensa che davvero l’informazione passi senza manipolazione di sorta. Noi in questo mondo viviamo in maniera lucida, e la nostra onestà intellettuale ci impone di avvertire su questo uso pericoloso della comunicazione.

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Ylenia Petrillo

Ylenia Petrillo

Laureata in lingue, insegno lingua inglese ai ragazzi di scuola elementare e media. Sono appassionata di storia locale, con particolare attenzione agli aspetti peculiari della terra in cui vivo, convinta del fatto che il rispetto per tutte le culture, passa sempre attraverso il rispetto e la conoscenza della propria.